M(USE)

WIDESPREAD LEARNING ARTISTIC CENTER

Honorable Mention

copertina-big2

Le problematiche della tutela, custodia e trasmissione della memoria storica dei piccoli centri urbani non possono essere affrontate solo dal punto di vista architettonico, ma anche da quello sociale, rendendo fondamentale l’incontro e lo scambio fra le diverse generazioni per garantirne una piena riattivazione. Per questo il progetto non si identifica solo come un centro artistico diffuso, ma come un vero e proprio luogo d’incontro generazionale. Un luogo dove si è in grado di insegnare e di apprendere allo stesso tempo. Un luogo dove il “passato e il futuro si incontrano”.

Da qui l’idea di inserire all’interno del tessuto storico cittadino del paese un un centro artistico diffuso, denominato M(use) con un esplicito richiamo alle muse dell’antica Grecia e che comprende l’insegnamento di diverse discipline artistiche come: teatro, musica, ballo, pittura, scultura, cinema. Tale programma mira alla generazione di un forte polo attrattivo attraverso un circolo virtuoso di apprendimento ed esposizione della propria arte, che dota il centro di Crevalcore di un organismo diffuso atto ad offrire un’esperienza artistica, sociale e culturale pubblica. Ne consegue che il progetto miri alla riattivazione del comune mediante un nuovo flusso di persone, fra avventori e studenti, per lo più giovani, in grado di risollevare sia in termini di sviluppo che economici Crevalcore. Considerando fondamentale la relazione generazionale, aumentando il flusso di giovani all’interno di Crevalcore e ritenendo opportuno un legame tra quest’ultimi e gli abitanti di Crevalcore, il M(use) si definisce come uno spazio con una duplice valenza [multi(uso) per l’appunto]: quella relazionale e quella funzionale.

yac-immagine2

Il M(use) si inserisce all’interno degli edifici preesistenti, per garantire il minor impatto visivo della nuova architettura. Il concetto di istanza psicologica, ovvero il bisogno di rafforzare i propri simboli cittadini (l’immagine dell’intero corso in questo caso) a seguito di un evento fortemente catastrofico come un terremoto, gioca un ruolo fondamentale nell’approccio al progetto, garantendo cosi un assoluta invariabilità dei prospetti esterni. Il M(use), infatti, si rapporta alla preesistenza in maniera fortemente introspettiva, definendo un dialogo sia spaziale che formale tra il passato e il contemporaneo, dove il passato cela, senza nascondere, l’intervento contemporaneo protagonista della riattivazione post-sisma.

yac-schemi

Il un centro artistico  si compone quindi di tre distinti layer:

  1. La preesistenza viene semplificata a ruolo di guscio per non intaccare l’immagine di via G. Matteotti e garantire il minimo impatto visivo.
  2. “The first box” che determina gli spazi relazionali e distributivi, ovvero un grande spazio pubblico protetto dove e’ possibile l’interazione.
  3. “The second box” che determina gli spazi funzionali della scuola, ovvero le aule, gli uffici amministrativi e gli spogliatoi.
yac-pianta

TA.R.I. Architects

with: Natalia Gutiérrez Jorge, Laura Sabella, Luca Gaetano Malvasi.